Nota: le riflessioni contenute in questo blog sono frutto della mia esperienza personale e hanno scopo motivazionale. Non sostituiscono pareri medici o professionali.
È difficile capire quanto è successo. Abbiamo trascorso quasi mezzo secolo insieme e ora io, Stefano, sono qui ad onorarvi e a cercare la vostra presenza nei miei ricordi ed in un presente pieno di gratitudine per tutto l’amore che mi avete donato, infinitamente. Tu mamma eri lì in ogni momento significativo della mia vita, quando ero felice ed entusiasta, quando creavo e nei momenti più duri. Tu Sonia, la mia unica sorella, come la mamma hai illuminato le mie giornate. Ti sei data da fare per farmi felice, sei cresciuta con me. Natali felici con pochi mezzi economici ma vissuti nel dono dello stare vicini, con gioia e sentimenti speciali. Primavere ed estati trascorse lavorando, collaborando con il desiderio e l’impegno di e per vivere meglio. Il cancro al pancreas vi ha portato via entrambe a distanza di 15 giorni. Vi ho pianto intensamente, è stato devastante però fin da subito mi sono imposto di essere forte, molto forte e di tenere su di morale anche le persone che vi amano e apprezzano tanto.
Ci sono riuscito: riesco ad avere un buon equilibrio, rivivo i miei ricordi con voi sempre più serenamente, non sono arrabbiato con Dio, “chissà lui dove vuole farmi arrivare, perché è successo tutto questo? “Dicono che da ogni disastro può nascere un’opportunità, che la vita si preoccupa di mettere le cose in ordine mamma! Sonia! Vi amo infinitamente. La mia promessa non finisce con queste parole, ma inizia con un’azione. Ho deciso di trasformare il mio dolore in una mano tesa verso chi, come me, ha conosciuto il buio. Se ti senti schiacciato da un lutto, tradito dalla vita o hai perso la bussola, sappi che non sei solo. Io sono qui per ascoltarti e per aiutarti a ritrovare quella luce che loro mi hanno insegnato a vedere anche nelle catastrofi. Iniziamo questo cammino insieme.

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